venerdì 23 marzo 2007

viva i'ppesce! Sulfureo, pensaci te, s.t.p.!

Claudio, interloquendo co'i'Mmaori, su queste pagine, mi è avvenuto di inveire retoricamente contro i pranzi a base di pesce: che sia i'Mmaori e io adoriamo, naturalmente (mica siamo di'ttutto biskeri...): ma che usiamo come merce intangibile di scambio, in modo da noi ritenuto spiritoso (dio ci perdoni...), quando ci avviene di voler sottolineare (retoricamente, ancora) la nostra fondamentale e incoercibile natura trippesca, lampredottica, pajatica, animellosa, rognonica e milzica, che nella nostra primordialità ci piace ritenere il tratto identitario portante della fiorentinità. Tutte cazzate virtuali e da sedute di autocoscienza.
Si tratta, appunto, di una convenzione culturale: come quella barzelletta in cui i matti di San Salvi bastava si dicono l'un l'altro il numero d'ordine (una convenzione, appunto) di una delle barzellette a loro note e da loro numerate per ridere gustosamente, tra loro grulli.
Ora, io ti dovrei confessare che in realtà sono avido di conoscere carnalmente il pesce che ci hai proposto di considerare una delle ultime volte cha la Gloriosa ha banchettato. E che vorrei pregarti di cuore (e di palato, e stomaco) di voler tu stesso indicarci luogo e vivande marine acconce del convivio di'qquattordici aprile.
Quanto all'entusiasmo di Gherardo per le dimissioni di Sircana, sono sinceramente contento per il primo: finalmente, essi potranno amarsi senza preoccupazione di compromettere la posizione pubblica del secondo, d'ora in avanti... . Ci sarà pure libertà di culo, in questo paese!

Con amore

francesco

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