giovedì 25 giugno 2009

Toponimo

Mi rivolgo alla profonda conoscenza di Roberto del suo territorio e alla sua vasta cultura. da dove viene il toponimo Colle dell'Oppio, mi viene solo in mente oppidum ma che ci faceva li?
Per Gherardo: è topo non topa e quindi non riguarda papi.

Un omaggio al nuovo sindaco

MATTEO RENZI

I bambini
mangiano
i comunisti

mercoledì 24 giugno 2009

Il paese che conoscete meglio

Ho letto un minilibro con tre discorsi di Orhan Pamuk, scrittore turco che vi consiglio. Vi ho trovato un'interessante analogia fra 'stati d'animo' aspettative e aspirazioni dei Turchi occidentalizzati che vogliono entrare in Europa e quanto avveniva per i Russi che nell'8oo subivano il fascino dell'occidente, con annessi complessi.

Pamuk è sicuro di conoscere molto di piu' della Russia grazie alle sue letture dei grandi romanzi russi, a partire dai 'Demoni', di quanto abbia imparato nei suoi soggiorni a Mosca e Pietroburgo.

Qual e' il paese che conoscete meglio, o del quale avete piu' voglia di parlare?

Buon viaggio:

Roberto

domenica 21 giugno 2009

Solo un dettaglio (relativo a Franz)

Da Ithaca riesco a leggere abbastanza ma a scrivere ben poco.
Limito la mia opinione ad un dettaglio accennato da Franz : perché Fini si comporta così ?
Io penso che la risposta più banale (e vera) è che poiché quando Napolitano lascerà libera la poltrona, e non è certo quando questo avverrà perché anche se la Destra non si comporterà come fece la Sinistra con Leone, l’uomo ha una certa età, dunque in quel momento Fini vuol essere pronto per poter ricevere i voti sia della destra che della sinistra (che meglio che beccarsi Presidente il Cavaliere ….) e quindi porta avanti con diligenza il compitino.
A proposito poi di Napolitano, visto il mio cenno all’età, “Auguri Presidente !”, anche se non trovò il modo di dissentire all’invasione di Budapest (ho parafrasato Francesco circa l’invasione di Praga di dodici anni dopo).

Saluti da Gherardo, delfini e foche monache

sabato 20 giugno 2009

Bravo Francesco

Quando scrive Francesco potrebbe anche non firmarsi perchè si riconosce subito! La sua analisi è da studioso,anche se le righe del blog non possono certo essere esuastive. Io che studiosa non sono, mi limito ad osservazioni più terra terra e riconosco che senza ombra di dubbio (e ne sono fermamente convinta!!!)il '68 è stato un femomeno rivoluzionario che ha coinvolto "l'orbe " ma,sempre secondo il mio parere di umile mortale, ha distrutto tabù ,precocetti,diseguaglianze dando una speranza di cambiamento e di miglioramento che poi non sono seguiti .Questo perchè l'Uomo rimane tale sempre ed in ogni occasione: l'odore del potere (anche solo l'odore!!) lo inebria e lo rende insensibile a fare compromessi e alre raffinatezze del genere per ripristinare quanto voleva distruggere,magari mascherando il tutto sotto l'aspetto dell'immancabile lento avvicendarsi delle cose...non vuole essere una analisi (!!!) del periodo ma una mia modesta interpretazione ,alla luce di quanto abbiamo vissuto dopo il '68 e di quanto stiamo vivendo ora: la natura umana resta sempre quella, di qualunque colore sia ,solo perchè siamo malati di delirio di onnipotenza! Pensiamo che ,essendo la specie animale più evoluta,possiamo tutto,ci possiamo permettere di intervenire nei meccanismi naturali con l'intento di modificarli a nostro piacimento, pecchiamo continuamente di superbia...e non vale nulla sapere che l'equilibrio naturale si prodotto in miliardi di anni e che basterebbe stare a guardare come certi (rari ormai!) ecosistemi riescono a sopravvivere per capire che in fondo l'uomo è solo un disturbatore!.....per questo continuo a pensare che le rivoluzioni sono solo un alibi e che finchè non cambierà la nostra mente non cambierà nulla..non basta distruggere bisogna proporre una alternativa valida e condivisa ...ma la condivisione presuppone che ciascuno sacrifichi qualcosa,per cui tutto ricomincia..Forse sembro pessimista ,ma non mi considero tale :continuo sempre a sperare !
Albarosa

venerdì 19 giugno 2009

E un altro ancora

Vedete, la commemorazza sessantotta ch'auspico' Arturo e' poi successa davvero e, contrariamente a quel che credevo, mi piace. Mi piace la diversita' dei modi in cui abbiamo visto quegli anni e mi piace lo spaccato d'allora che risulta dai pensieri sul blog.

Non voglio far come quelli che credono che la musica non sia piu' stata bella come quando quando erano giovani loro (che nel nostro caso e' vero, ma questo e' un altro discorso) e vedere nei tempi della mia gioventu' un'unicita' che forse non c'era, ma il rapporto violento che si era instaurato tra le generazioni non mi pare succeda a ogni giro. E comunque quella intergenerazionale non fu l'unica violenza del periodo. Il confronto politico di quegli anni era violento per definizione. Il Ventennio e la guerra erano ancora vicini. A me ad esempio, parve per un periodo che andare agli scontri di piazza coi fascisti a scopo ginnico fosse una buona idea. Intanto i tempi eran cambiati e quel fascismo li' non doveva far piu' paura a nessuno, salvo per le ramificazioni nei Servizi, nelle FFAA e nella Polizia.

Franz, certo che un po' dicambiamenti nelle zucche c'erano stati, con il nuovo secolo e poi piu' ancora con la guerra il tempo aveva preso a correre e si trattava di attrezzarsi per un futuro assai diverso. E' il cambiamento che come un leviatano soffio' a fior d'acqua coi referendum div/aborto. Come Albarosa, i piu' dissero che era meglio ciascuno potesse scegliere "secondo coscienza". Hai detto niente: non si trattava piu' di fare quello che diceva il prete.

Il modo di ragionare della gente era cambiato ma, come dice Francesco, le strutture profonde (stiamo parlando di quelle della mente, vero?) erano rimaste per lo piu' immutate. E' roba che pare appartenere al patrimonio genetico. Non so quindi se si possa adularsi di una rivoluzione antropologica.

Io nel 68 soprattutto volevo scopare ed ecco che come d'incanto si materializzo' attraverso l'occidente - come fosse sgorgato dal mio petto - un movimento di giovani per cui scopare tutto quello che si muoveva era giusto e faceva bene. A chi come me si fosse poi sentito frustrato nelle ambizioni esplorative visto che il mondo rimpiccioliva a vista d'occhio sotto i nostri occhi, sostanze che arrivavano da luoghi esotici e laboratori chimici metropolitani aprivano gli ampi orizzonti e le selve oscure dei luoghi della mente. Wow! Il tutto sembrava incarnare il fuorilegge che mi sentivo e la voglia prorompente che avevo di mandare a monte il reticolo di pompose e polverose convenzioni sociali che regolavano la vita di allora (e in buona parte, con appena una spolveratina, di ora). La musica mi aveva sempre stregato. Tra me e S&D&R'n'R fu amore a prima vista. Vidi la luce all'Arlecchino (Easy Rider).

Son d'accordo con Francesco e Albarosa sulla cialtroneria imperante. Mollai Architettura per 5 anni quando per poter dare un esame dovetti confessare credo e attivita' politica (niuna) a un micro-gerarca di Potop che col suo manipolo bloccava l'accesso all'aula. L'alto tasso di imbecilli e' fisiologico alla continuazione della specie e non fu un privilegio di quei tempi - vero - ma a volte mi trovo a domandarmi se negli ambienti che frequentavo non avessero una presenza addirittura superiore alla media. C'era di tutto: autonominati salvatori del mondo, fricchettoni natural-spiritualistici, testosterone vario e perfino qualche striscio alla lontana di fascistelli di sinistra all'universita'. C'erano anche persone intelligenti; le donne erano belle e liberali.

La Guerra del Vietnam - l'enorme errore americano - aveva dato una spallata a vetusti assunti e ora se proprio pareva il caso ed era possibile, la diserzione andava benone. Nel rapporto tra individuo e societa', un altro salto epocale.

Circa Caligola con le veline in parlamento, Pasolini gia' nel 74 insisteva sulle differenze tra il nuovo fascismo, quello del marketing consumista, e quello arcaico agricolo-clericale. Le veline hanno rimpiazzato manipoli e cavallo. Di che vi lamentate? Meglio vedere in TV le strafiche berlusconiane che non il bivacco del cavallo.

Nell'attuale contingenza, condivido con Franz che, preso nota del tratto del personaggio, sia tempo di riporre la mutanda dell'ometto di Arcore in un cassetto e rivolgere l'attenzione a piu' radiose visioni.

A tutti un abbraccio
Jahab

PS: rileggo e mi rendo conto di non aver cambiato di molto il mio atteggiamento, anche se bonificato di ingenuita' infantili che il tempo impietoso ha spazzato via. Il fuorilegge e' ancora li' e si sta trasformando pericolosamente in un eremita. Beninteso, non mi vanto della coerenza: penso che se e' il caso, si possa esser fieri di cambiare idea.

Anch'io, come Albarosa,

se penso blandamente al '68 me lo ricordo come lei. Voti unici e cialtroni a sfare. Poi, però, mi sforzo di richiamare alla memoria un cerchio più ampio di fatti e di letture (ormai il '68 è "storia", ricercata e insegnata nell' accademia... pensate un pò). E non credo ci si possa limitare a queste rimembranze a corto tiro. Fu un grande evento globale, innanzitutto, che agiva in tutto l'Occidente e anche in Europa orientale. Avete mai notato che la maggior parte dei nostri coetanei occidentali sono molto simili a noi nei gusti e nei costumi? E non è vero, come dice Jacopo, che non cambiò il modo di ragionare della gente: lo cambiò molto. Però, lasciò inalterate molte "strutture", piuttosto, e in questo senso non fu una "rivoluzione". Fu una rivoluzione antropologica, forse: ma cambiò sicuramente la testa degli uomini e delle donne. Anche degli uomini, Albarosa. Tant'è che oggi vediamo, in certe classi d'età, anche giovanili, una chiara superiorità intellettuale delle donne. E' vero che molti maschi ottusi non se ne accorgono,però: hai ragione in questo.
Cominciò con i Beatles, finì con il Vietnam. Ricordiamoci che il Vietnam fu un enorme errore americano (non la regola dell'"imperialismo americano"). L'offensiva Vietcong del Tet fece, in Occidente, l'impressione della vittoria del Giappone sulla Russia nel 1905. Roberto e io, nella nostra ragazzaggine, scrivemmo alla Nazione" una lettera indignata perché ignorava questo fatto. Credo ancora che avessimo ragione.
In Italia fece un grande scalpore il libro di Don Milani. In Francia e in Italia il "movimento studentesco" coincise con un nuovo ciclo di lotte sindacali, anch'esse in parte sbagliate (egualitarismo salariale, come il voto unico): ma non si può sempre stare con il ditino alzato a fare la lezione a diversi milioni di persone che si muovono tutti insieme. Non mi pare, infine, che il '68 sia finito concentrandosi nel terrorismo. Come allude Jacopo, non ci sono stati solo tanti '68 individuali, ma anche collettivi. Mentre tanti uscivano dal PCI, il sottoscritto ci entrava. Bravo scemo, direte. Ma per me si trattò di alcunché del tutto coerente e razionale e non mi pento di ciò. Dal "movimento" non sarebbe venuto fuori niente di istituzionalmente duraturo. Il PCI contribuì a sconfiggere il terrorismo e a fare diverse riforme. Trovò anche il modo di dissentire dall'invasione di Praga. E nel 1975-76 arrivò a contestare il primato elettorale alla DC grazie al voto non dei criminali terroristi ma di tanta gente il cui modo di pensare cominciava a spostarsi verso le idee di giustizia sociale e di buongoverno della sinistra.
E poi, gli americani dovettere cedere al legittimo nazionalismo vietnamita. Nixon e Kissinger inventarono la politica statunitense per il futuro. E nel 1975, Helsinki chiuse la Seconda guerra mondiale, dopo cinque anni di Ostpolitik tedesca.

Insomma, non fu solo voto unico.

Quanto a Gherardo, lo lascio gioire per i meritati successi del centro-destra. Berlusconi è un grande politico di razza e Veronica Lario la sua impareggiabile collaboratrice. Sembrano la famiglia reale britannica al tempo di Diana (vicenda che ha risollevato le sorti della monarchia). Il centro-destra, inoltre, ha imparato perfettamente il "centralismo democratico". Non vola una mosca di dissenso: a parte Fini, che non si capisce se voglia fare le scarpe a Berlusconi per la Presidenza della Repubblica; oppure se, da quell'ascaro che è sempre stato, non si accontenti di una divisione del lavoro del tipo di quella che c'è tra Putin e Medcvedev.
A sinistra, credono che compattezza e disciplina siano handicap stalinisti. Da più di vent'anni, ad ogni elezione c'è un nuovo liberatore dell'Italia dalle sconcezze democristiane: prima il Pannella, poi i verdi, poi i rifondaroli che vogliono la mummia di Lenin in Italia, poi il giudice marsicano. Tutta gente che ha come nemico principale ... la sinistra stessa.
Infine, da tutta questa sciocca storia di veline berlusconiane(che io lascerei cadere il più presto possibile) bisognerebbe trarre ciò che ai buonisti di sinistra non verrà mai in mente di dire: e cioè che l'astuto ometto di Arcore prometteva a tutte posti di parlamentari. Caligola e il suo cavallo in Senato? Questo mi preoccupa: anche se non è, certo, la stessa cosa dell'aforisma del "bivacco per i miei manipoli".
Il progresso, insomma, esiste.

francescoB

martedì 9 giugno 2009

Una delle solite ….. dimostrazioni di serietà !

Come avete sentito, domani arriva Gheddafi a Roma e soggiornerà alla sua maniera in una mega-tenda a Villa Pamphili. Fin qui, tutto normale !

E’ atteso anche da orde di contestatori (con ovvi rischi di ordine pubblico) come spesso accade in queste occasioni. Ed anche fin qui, tutto normale !

Meno normale è che ad attenderlo per contestarlo siano gli stessi (intendo gli esponenti della stessa linea ideologica) che per almeno venti o trenta anni hanno contestato (con problemi di ordine pubblico) i “nemici” di Gheddafi, inneggiando al contempo alla persona ed alla linea politica guerrigliera (ricordate il missile contro Lampedusa ?) del prode Colonnello !

Una delle solite dimostrazioni di serietà : il problema non sta in Gheddafi (è solo un pretesto), sta invece nel prendere di mira e contestare il Governo (di Centrodestra o Centrosinistra che sia) con qualsiasi motivazione capiti a tiro : andare in piazza per andare in piazza !


Tralascio considerazioni sul Referendum del 21 Giugno, e ciò a prescindere dal fatto che le schede ed il loro significato siano incomprensibili anche al 95% di coloro che le andranno a votare.


Vi saluto da Ithaca, Gherardo

lunedì 8 giugno 2009

Saranno opera di Francesco e Jacopo ?

PROVOCAZIONI E CAZZATE (DA ITHACA)

Francesco
Dopo le recenti elezioni ….. mi è sorto un dubbio: sarà merito/colpa di Francesco che le uniche regioni rosse rimaste sono Toscana ed Emilia, visto che anche Umbria e Marche hanno capitolato ?
Francesco è l’unico che conosco che frequenti le due regioni, ed un “aggregante” fra Toscana ed Emilia ci dovrà pur essere. Ma ora deve dedicarsi al nord dell’Emilia perché lì (Piacenza, Reggio Emilia ecc) la Lega ha sfondato !

Jacopo
Credo stia per avvenire un evento storico assolutamente innovativo: un incontro di calcio fra Italia e Nuova Zelanda.
Suppongo, in similitudine con quanto detto per l’esito delle votazioni, che l’unico aggregante in materia possa essere stato Jacopo; chi altrimenti ?

Gherardo