venerdì 11 giugno 2010

E tasse siano...

Visto che qualcuno si è fattto vivo parlando di tasse nell'altro emisfero, diro' quello che penso delle tasse in generale.

In genere le destre sono orientate a diminuire le tasse, come obiettivo prioritario.
Viene preferita almeno come obiettivo la 'flat tax', ciooè un'aliquoita unica, piatta, uguale per tutti, anzichè aliquote differenziate e crescenti.. La soluzione è tanto migliore quanto piu' si possiede.

L'esempio piu' riuscito ed esemplare di spostamento di tasse verso i consumi in Italia fu, a suoi tempo, lo tassa sul macinato, cioè sul grano che veniva portato a macinare ai mulini.
Graziea questa tassa ingegnosa, la destra storica di Quintino Sella, riusci' a far pagare una tassa anche a chi faceva solo scambi in natura e di fatto non usava mai denaro. E ottenne il pareggio del bilancio dello Stato. Splendido.

Spostare la tassazione verso i consumi, diminuendo le aliquote, significa far aumentare le imposte indirette, come l'iva in Europa e il GST in Nuova Zelanda.
Magari l'iva in Italia fosse solo al 15 per cent¨! Comprare qualunque prodotto costerebbe il 5 per cento in meno. In questo momento sono in Svizzera, dove l'iva e' all'8 per cento.

Tassare di piu' i consumi al fine di farli diminuire a beneficio dell'ambiente ? Schematico e vetero marxista come evidentemente sono rimasto, preferirei tasse differenziate per i prodotti piu' inquinanti, che di solito coincidono con quelli 'di lusso', come i suv rispetto alle utilitarie.
Ma ho l'impressione che le sinistre abbiano perso la bussola del marxismo, che per quanto schematico, spiegava sempre tutto in modo organico.
A destra invece si orientano benissimo, come se il marxismo lo avessero capito proprio bene. Solo che le bussole si possono usare per andare in qualunque direzione.
Valete

Roberto

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