lunedì 9 febbraio 2009

a proposito di...

Sono sicura che in quasi tutte le famiglie ,se non in tutte,in tempi diversi, si è presentata una situazione simile a quella che ci stanno obbligando a vivere come guardoni in questi ultimi giorni (ma potrei dire mesi o anni): basta che ci sia stato in una famiglia un malato terminale o un anziano ormai ridotto agli estremi che "la questione" si è posta . Ma nessuna di queste famiglie si è messa a sbandierare il dramma che stava vivendo e nessun tipo di media si è presentato a chiedere "ma lei..cosa prova?". Questo caso triste di sofferenza e di dignità violata viene usato da tutti indistintamente per il proprio fine politico,religioso,giuridico..e chi più ne ha più ne metta...Che ci sia un bisogno di regolamentare la questione nessuno lo nega, ma la strumentalizzazione della sofferenza proprio non la tollero. Sarebbero dovuti bastare i casi tristi di quell'uomo e quella donna (perdonate la mia memoria che non mi fa ricordare i loro nomi)che hanno chiesto di morire,e lo hanno fatto quasi in diretta,a scuotere le coscienze sopite e distratte dei nostri sommi governanti,di tutti gli schieramenti..ma no dovevano aspettare di cavalcare l'onda di un nuovo vecchio caso pietoso....il dramma parentale di chi vive una situazione simile e incommensurabile e merita solo rispetto e silenzio!!!
IO ho detto e scritto che non voglio accanimenti terapeutici di sorta e nessuna spina che mi faccia vivere una non vita ,ho chiesto solo di non soffrire e di donare tutto ciò che di donabile sia rimasto in me : unica condizione vincolante è l'accertamento della morte reale. E' per questo che mi chiedo e chiedo: siamo sicuri che E sia realmente morta? L'istinto di sopravvivenza è definito "istinto" proprio perchè indipendente dalla volontà ed è a sostegno della vita che è il dono più grande che noi si possa mai aver ricevuto o ricevere. Io con il cuore dico che non saprei cosa fare....la ragione non mi aiuta Albarosa

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