sabato 3 febbraio 2007

F I A T (essere o non essere ?)

Cari amici,
sperando che siate ancora tutti vivi (fate pure gli scongiuri) visto che gli unici pallidi toc toc sono di Claudio e Francesco, provo a buttare sul tavolo, anzi sul blog, un tema/pomo della discordia.
Io lo affronto dal mio punto di vista ma mi piacerebbe essere contrastato da opinioni diverse.

Il tema è la FIAT

Premessa
Devo alla Fiat le risorse economiche con cui la mia famiglia mi ha “campato”, anche quando non lo meritavo e cioè negli anni bui, da pessimo studente liceale, essendo all’epoca mio padre un dirigente FIAT (ci ha lavorato 42 anni).

Svolgimento
Impatti economici della Fiat sull'Economia Italiana (mi limito a qualche considerazione sul passato remoto e recente)

Investimenti
Nata a Torino e sviluppata nel Centro/Nord (ad esempio in Toscana aveva a Firenze uno stabilimento con oltre 3.000 operai che producevano parti di autoveicoli, mentre a Marina di Pisa ed a Livorno altri due stabilimenti MotoFides che producevano varie cose fra cui motori marini) agli inizi degli anni ’70 decide di non ammodernare gli stabilimenti esistenti (con costi a proprio carico) bensì di costruirne al Sud (bastano 5 chilometri a sud di Roma) nuovi stabilimenti finanziati in toto dalla Cassa per il Mezzogiorno (con costi a carico dei contribuenti)

Acquisto AlfaRomeo (e strategia …… perdente)
Nel 1987 l’IRI, con Presidente Romano Prodi, decide di alienare l’AlfaRomeo che perde un milione di lire (dell’epoca) ogni Alfasud prodotta.
Gli Americani offrono tanti soldi con l’obiettivo di rilanciare il Marchio Alfa in USA ma l’accordo Prodi/Agnelli cede l’AlfaRomeo alla Fiat a zero lire e con l’accordo di coprire con finanze pubbliche le perdite che l’acquisizione avrebbe causato alla Fiat.
Tutto prosegue come prima, il contribuente seguita a “contribuire” con un milione di lire per ogni Alfasud venduta, e l’AlfaRomeo decide di uscire ufficialmente dai Mercati Extra-Europei cancellando la rete di vendita.
In Europa poi, vende praticamente solo agli emigrati italiani, nostalgici del brand italiano

Profitti e Perdite
La Fiat dagli inizi degli anni ’70 ad oggi (ieri) ha sempre messo in tasca gli utili quando questi utili c’erano ed a carico dei contribuenti le perdite quando i risultati erano negativi tramite, in primis, gli ammortizzatori sociali richiesti dai Sindacati e finanziati con la connivenza dei Governi in carica (principalmente di Centro/Sinistra).
Ovviamente, questo sistema non basato sulla logica della “Competitività di Mercato” ha reso ogni giorno meno competitivi i prodotti Fiat e quindi si è innescato un circolo vizioso di difficile soluzione

2006
Dall’inizio del 2006 sembra essere ripartita la Locomotiva Fiat.
Fu vera gloria ? Ai posteri l’ardua sentenza …..

Io ho qualche paura perché non essendo monarchico ho poca fiducia nei figli, seppur illegittimi, del re (Luchino è arcinoto essere …..) ed anche degli evasori fiscali (seppur ben congegnati) quali Marchionne, cresciuto come “tax specialist” alla Deloitte & Touche in Canada, evoluto poi come “financial officer” in altre aziende che, oltre al suo “modesto” stipendio, sta conseguendo un utile personale di 125 milioni di €uro (SI ho detto 240 miliardi di lire di stock options) a zero tasse in Italia perché svizzero : in barba a Visco ed alla sua presunta lotta all’evasione fiscale !

Ho tralasciato il tema “Lapo” per …. misericordia !

Considerazione finale : a me la FIAT non piace. Ed a voi ?

Un saluto a tutti da Gherardo

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