sabato 24 gennaio 2009

Non mi sembra, Gherardo,

che la sensazione in Italia e nel mondo attorno all'ultima operazione militare israeliana sia quella che tu dici, o che dicono le tue fonti. Molti governi europei e un pò di opinione pubblica l'hanno deplorata: ma più per la via della guerra in quanto tale, che non (mi pare) perché l'iniziativa sia stata israeliana. E se vogliamo dirlo francamente, non c'è alternativa a una tale presa di posizione, nella temperie morale (contraddittoria quanto vuoi)del nostro tempo: ma non perché chi inizia la guerra non abbia le sue ragioni, ma perché, in tal modo, questi rischia di farsi torto per il modo con cui reagisce (pur avendo ragione, in tutto o n parte). Certo, l'Europa intervenne militarmente in Kosovo (tramite la NATO) nel 1999 con notevole appoggio dell'opinione pubblica: ma questo perché essa giudicò che la guerra fosse stata iniziata, in realtà, dalla Serbia, con intenti genocidiali (non lo sterminio di massa, di cui pure ci furono episodi, ma la distruzione delle anagrafe municipali e delle pietre tombali e la cacciata degli albanesi dai villaggi: per dimostrare l'illegittimità storica della presenza di un'etnia in un dato territorio). Direi, anzi, che nel caso dell'ultima operazione israeliana, il sentimento europeo sia stato combattuto: gli israeliani non possono vivere sotto una dichiarata minaccia di annientamento (anche se i missili Kazam non sembrano costituire, propriamente, armi di distruzione di massa ....) ma ricorrere alla guerra .... . Se andiamo un pò indietro, ricorderemmo la costernazione internazionale quando Hamas vinse (democraticamente, purtroppo) le elezioni palestinesi. E credo che tutti abbiano potuto vedere, oggi, come Abu Mazen e Fatah abbiano assistito all'attacco israeliano senza battere ciglio. Insomma, non mi pare che la situazione sia quella che suggerisci con il tuo collage di lamentazioni. Pensa alla guerra russo-georgiana di quest'estate: l'attacco pesante su Tsinkvali (dopo mesi di scambi più ordinari e non letali di fucileria) fu georgiano: ma l'Europa ha parlato di reazione sproporzionata da parte russa. Ora, io non conosco esempi storici di risposte militari "proporzionate", o chirurgiche", né di guerre "umanitarie": ma in quella reazione europea si esprimeva proprio un sacrosanto disagio per la guerra in quanto tale, che è emerso anche nei confronti della recente iniziativa israeliana. Questa la cosa importante.

francesco

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