sabato 31 luglio 2010

Bravo Fini!

E bravo chi lo ha seguito fuori di li'(Roberto, mi sa' che siamo solo io e te, a meno che la notizia non squota i torpori estivi dei nostri veterani).
Bravo e speriamo che sia d'esempio: con altri italomigranti di qui ci diciamo spesso che l'Italia e' senza speranza. La speranza impossibile e' la fine della cultura della corruzione, annidata ovunque in Italia (la sinistra meno colpita, ma certo non immune). Fini si e' mosso in quel senso. Ne' al governo, ne' altrove, nulla cambiera' in Italia se non viene sollevata e seriamente affrontata la questione morale. Poi si discute, probabilmente a quel punto da persone civili.
La richiesta di senso dello Stato da parte di chi amministra la cosa pubblica ne e' un corollario.
Da posizione insospettabile di faziosita', Fini ha definito una condizione necessaria di carattere morale - il cuore della faccenda italiana, a prescindere dalle posizioni politiche - e ha tolto la questione morale dal limbo delle lagnanze dell'opposizione. Cosi' facendo ha messo la patata nelle mani degli italiani: questa e' la linea per terra; da che parte volete stare?
Da tempo si diceva che a prescindere dagli orientamenti politici lui era l'unica speranza e ora si e' mosso.
Jac

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