lunedì 29 gennaio 2007

P A C S ?

Premesso che dovrei essere tra coloro che più se ne intendono visto che:
- mi sono sposato una prima volta (in chiesa) nel 1975
- mi sono separato (dal primo matrimonio) ed ho iniziato una convivenza ad inizio 1981
- mi è nata una figlia nel 1982 che ovviamente ho dovuto "riconoscere" perché nata in assenza di matrimonio (3 minuti in Comune)
- ho ottenuto rapidissimamente e senza costi una sentenza del Tribunale dei Minori che diceva in pratica:
* è costituita una "famiglia di fatto" fra i due genitori (con tutti gli obblighi derivanti da un matrimonio, tipo anche il non poter ottenere il passaporto senza il consenso dell'altro genitore fino al raggiungimento della maggiore età del figlio)
* è disposto l'affidamento del "minore" ad entrambi i genitori, per consentire loro l'esercizio congiunto della potestà sul figlio
- ho divorziato ad inizio 1989, cioè non appena è stato possibile (nonostante la Legge avesse già dal 1981 portato, in teoria, a due anni i tempi dell'iter)
- mi sono sposato una seconda volta (in comune) nel 1989, con separazione dei beni (la comunione dei beni, che è il default, esiste solo in Italia ed è da terzo mondo)

A questo punto pongo la domanda, obiettivo di quanto ho raccontato:

A COSA SERVONO I PACS ?

A me sembra che non servano a niente e serva invece una ed una sola cosa: semplificare e ridurre drasticamente i tempi (ed i costi) delle pratiche di divorzio.

Il matrimonio è, da un punto di vista laico (e laico è il nostro Stato) semplicemente un contratto ed ogni contratto può essere stipulato e poi anche annullato/cancellato, evidentemente con precise regole che gestiscano la tutela dei diritti e dei doveri derivanti dalla precedente stipula del contratto che ora si intende annullare/cancellare.

QUINDI I PACS SERVONO SOLO AD ISTITUIRE UN NUOVO RAPPORTO: IL MINI-MATRIMONIO !

CUI PRODEST ?


Chi ritiene che la situazione sia diversa da quella da me esposta ...... si faccia avanti, please.

Gherardo

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